Perchè è tutto color neon fluo ?
Perchè cerchiamo di recuperare e celebrare la tradizione di uno stile retrò modernista sottovalutato. Oggi, con l’AI viviamo una nuova epoca di barocco passivo e anti-creativo che sta distruggendo minimalismo, funzionalità ed efficacia della comunicazione visiva. Tutto è intangibile e iper-illustrato, iper-dettagliato, iper-abusato, spersonalizzato.
Qui cerchiamo di uniformare migliaia di manifesti filtrandoli con l’effetto fluo e forzandoli al tipico vecchio stile della cartellonistica di un tempo. Una sorta di boicottaggio della falsa arte dell’ “AI (de)generativa”, nella speranza che sia da esempio e manifesto per una nuova sensibilità. Che recuperi il valore della creatività e del minimalismo: il filtro serve per inibire il barocchismo digitale ed esaltare quel che conta: forma, tipografia, carattere.
Una collezione di locandine d’epoca, da noi recuperate e restaurate.
Non sono una meraviglia?










Minimalismo retrò, tipografie cubitali, carte a colori acidi, cornici, greche, elementi serigrafici ripetitivi. Esempi di tipografia di un tempo, dove i limiti della carta e della tecnica spingevano ad arrangiarsi e a trovare soluzioni creative. In quanto linguaggi, design e arte hanno bisogno di limiti e regole per esprimersi e trovare un riconoscimento sociale e artistico. Non esiste stile e non esiste corrente, neppure la più sovversiva, senza che ci sia un codice di regole: anche per poterle infrangere.
Oggi assistiamo ad una crisi di identità del design perché:
- Tutto è alla portata di tutti, il limite tecnico è abbattuto ma viene a mancare un codice, fatichiamo a seguire delle correnti e trovare una coerenza. Non avere limiti è un limite, per la mente creativa: come un foglio senza bordi, un quadro senza limiti di tela, una fotografia senza inquadratura.
- I modelli generativi appiattiscono gli stili ereditandoli e polarizzandoli su canoni che non ci appartengono. Sappiamo che i modelli generativi attingono da banche dati e archivi in tutto il mondo. E’ inevitabile che i modelli nati nella silicon valley attingano ad archivi oltreoceano, e si vede. I risultati sono davvero distanti dal gusto e dall’identità locale.
Che le tavole di seguito siano da esempio per preservare delle linee guida nel design, anche nella promozione di una festa o di una cucina casereccia. Perchè la genuinità deve essere anche nel design, rifiutando il sofisticato digitale e le grafiche fatte con l’AI: se non si è semplici e veraci nel comunicare una festa, cosa dobbiamo aspettarci dalla cucina?
L’auspicio è che la sovra abbondanza di stimoli visivi ci porti ad un cambio di paradigma in ciò che consideriamo “bello”. Riconoscere e recuperare semplicità ed efficacia minimalista. Guardiamo e impariamo da quegli esempi di arte dal basso, realizzati con mezzi analogici e a basso costo che un tempo consideravamo brutti, meramente funzionali, commerciali. C’è poco da fare: rispetto alle soluzioni sovra-abbondanti, casuali, preconfezionate delle intelligenze generative visuali, queste locandine “da balera” rivendicano la loro efficacia estetica, comunicativa e artistica!
Nel vomito dell’iper barocco (de)generativo, ammirare questi esempi non è un sollievo per gli occhi?























