Ad Ortezzano, borgo marchigiano abbarbicato su un crinale che guarda dall’alto la valle del fiume Aso, l’estate non si avvia alla conclusione senza prima passare per il vaglio rigoroso della gola. La Sagra del Leccabaffi, giunta alla sua 32ª edizione, è l’appuntamento che trasforma Via Aso in una sorta di autostrada del piacere carnivoro, dove la dieta viene ufficialmente sospesa per decreto popolare. Organizzata dalla Pro Loco di Ortezzano, questa festa è il trionfo della cucina casereccia che non ha bisogno di fronzoli o di impiattamenti stellati per fare centro.
Qui la tradizione si fa sentire fin dalle basi, a partire dalle imperdibili polente e dalle tagliatelle al ragù, tirate a mano con quella pazienza tipica delle nonne che non conoscono la pietà calorica. Ma il vero tempio della sosta obblitata è la brace, dove l’agnello alla brace, le braciole e le salsicce sfrigolano allegramente, sprigionando un fumo profumato che attira i viandanti ben prima dell’apertura degli stand prevista per le ore 19:00. Per accompagnare cotanta robustezza, non mancano le onnipresenti olive ascolane e una montagna di patatine fritte, perfette per assorbire i danni collaterali della serata.
A chiudere il cerchio della biodiversità locale ci pensano le pesche della Valdaso, autentico orgoglio della valle, dolci e succose quanto basta per illudersi di aver fatto anche una scelta di frutta. La formula è quella collaudata delle sagre di una volta: tavolate lunghe, gomiti stretti con il vicino e un sottofondo musicale che spazia dalle orchestre da ballo alle risate dei bambini scatenati tra i giochi. Insomma, un vero e proprio presidio di resistenza gastronomica dove l’unica regola è non lasciare il piatto pulito per metà.
Se avete occasione di assaggiare le pesche della Valdaso o un bel panino con salsiccia fateci sapere com’è andata, lasciando una valutazione della sagra!


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Una risposta a “Sagra del Leccabaffi”
Locandina che riesce a mandarti indietro nel tempo, ad una festa negli anni ’50. Efficace, verace e confusamente armonica, come deve essere un poster da Sagra! Bravi