Se nelle Marche cominciate a urlare per strada “W LA FREGNACCIA!” nessuno si scandalizzerà, tranquilli, siete inattaccabili. Al massimo penseranno che siete dei fondamentalisti gastronomici della pasta abruzzese, e non i soliti gourmet della gnocca.
Mettiamo da parte la goliardia, solo per un minuto. Ad Amandola e Rubbiano durante la sequenza sismica del Centro Italia del 2016 entrambi i paesi subirono danni pesantissimi. Trattandosi di un piccolo borgo montano costruito in pietra, molte abitazioni antiche sono diventate inagibili, costringendo i residenti a sfollare, e la frazione, incastonata a ridosso della gola dell’Infernaccio, è rimasta a lungo isolata per frane e smottamenti.
L’appuntamento trasforma Piazzale Ferranti in un rifugio di autentica resistenza gastronomica e non solo. Perchè da queste parti di fregnacce ne hanno sentite parecchie negli ultimi anni – promesse, cantieri annunciati, ricostruzioni. Stavolta però la fregnaccia è quella vera, quella buona, quella che si mangia col sorriso e che nasce dall’organizzazione e la voglia di rinascita di una comunità.
Tra i vicoli in pietra e il panorama sui Monti Sibillini, la festa unisce il calore di una comunità che si ritrova, e una cucina senza fronzoli che sa il fatto suo. La specialità protagonista, ovviamente, è lei: la fregnaccia, preparata secondo tradizione, che profuma di bosco, di storia e di cucina casareccia.
La zona è bellissima: punto di partenza ideale per l’Eremo di San Leonardo, la Gola dell’Infernaccio con il nuovo laghetto, le sorgenti del Tenna a Capotenna, il Monte Sibilla e il Monte Priora.
Se siete dei tradizionalisti e amanti della fregnaccia, fateci sapere com’è andata e non raccontate fregnacce. Lasciate una valutazione della sagra!


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Una risposta a “Sagra della Fregnaccia”
I caratteri cubitali diventano esteticamente non solo accettabili ma gradevoli ed efficaci se sono al servizio di goliardia e parole incisive!