Se c’è un posto dove la Riviera di Ponente smette di fare la sostenuta e si ricorda da dove viene, quel posto è la collina sopra Pietra Ligure. Nella seconda settimana di agosto, tra gli ulivi e la macchia mediterranea, si sale verso Ranzi per quello che è un vero e proprio rito collettivo: la Sagra del Nostralino. Organizzata con cura maniacale dai ragazzi del Circolo Giovane Ranzi, la manifestazione trasforma lo spiazzo del Colle della Madonnina in una gigantesca tavolata all’aperto affacciata sul mare. Qui l’asfalto lascia il posto all’erba e alle radici, ci si siede dove capita e il tempo sembra essersi fermato a quando le feste di paese avevano il sapore genuino delle cose fatte in casa.
La vera star della festa è ovviamente il Nostralino, quel vino sincero e schietto della tradizione contadina che un tempo nasceva dall’unione delle ultime uve rimaste a fine vendemmia. Oggi a Ranzi lo vinificano con tutti i crismi sotto l’etichetta 1919, affiancandolo a classici come Pigato D.O.C. e Vermentino D.O.C.. Dalla cucina esce il meglio della memoria gastronomica ligure: i leggendari ravioli di Ranzi, le trofie al pesto con patate e fagiolini, lo zemin di ceci, la cima ligure, fino alle scodelle di lumache, il ciupin di pesce e le immancabili frittelle di trombette. Niente piatti sofisticati da guida stellata: qui si mangia la storia locale preparata dalle mani esperte del paese.
Tra una forchettata di trofie e un bicchiere di rosso, la festa corre su un doppio binario: da una parte le tradizioni incrollabili, dall’altra qualche tocco d’ingegno moderno per evitare le code chilometriche alle casse. E quando scende la notte, la musica tra i tavoli lascia spazio ai concerti sul palco principale e ai DJ set che fanno ballare fino a tardi under le stelle.
Se avete fatto il pieno di ravioli, se l’organizzazione delle casse vi ha salvato la serata o se il Nostralino vi ha fatto cantare a squarciagola, lasciateci un commento o votate la sagra con le stelline!


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