Se c’è un posto dove l’autunno non porta malinconia ma una fame atavica e una voglia matta di fare baracca, quel posto è il centro storico di Gallese, Viterbo. La Sagra della Salsiccia e della Pastarella di Magro è l’apoteosi della devozione culinaria tuscia, una festa dove la ciccia alla brace incontra la tradizione contadina più schietta senza troppi complimenti e con un coefficiente di goliardia da campionato.
Arroccato su uno sperone tufaceo che domina la valle del Tevere, il borgo di Gallese spalanca le porte del cortile del Castello Ducale e del Ninfeo, ma tutti sanno che il vero polo d’attrazione gravita attorno ai camini accesi. Qui la regina incontestata è la salsiccia arrostita su braci ardenti, scortata dalla mitica pastarella di magro, la pasta tipica della tradizione locale tirata a mano che profuma di casa e di ricette custodite con gelosia dalle nonne del paese.
Tra le piazzette del centro la festa decolla nel fine settimana a cavallo tra la quarta e la quinta settimana di settembre. In perfetto stile da sagra verace, tra un bicchiere di rosso e l’altro ci si ritrova a cantare a squarciagola con gli stornellatori romani itineranti o a passeggiare fino agli ipogei di Loiano per smaltire il carico di carboidrati e colesterolo. Le tavolate di legno si riempiono in un baleno e il servizio navetta lavora a pieno ritmo per recuperare gli avventori più provati.
Se vi siete unti i baffi con le salsicce a volontà tra i vicoli di Gallese e avete goduto degli stornelli in piazza, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

