Nelle terre della Sabina, dove l’olio buono scende a fiumi e le colline vegliano sui borghi arroccati, la devozione per San Michele Arcangelo non si misura solo in candele accese, ma in chilometri di pasta fatta a mano. A Montopoli di Sabina, Rieti, la terza e la quarta settimana di settembre diventano il teatro sacro di Montopoli in Festa San Michele 2026, una solennità paesana dove lo spadone del Santo patrono serve idealmente a tagliare le pagnotte e a difendere le tavolate dall’assalto di chi vuole fare il furbo in fila.
Tra vicoli in salita e scorci medievali che richiedono un attento uso del freno a mano, la comunità locale si stringe in un abbraccio goliardico e gastronomico. Le cantine del paese riaprono le porte a suon di stornelli, mentre nelle piazze il profumo della cucina verace copre perfino l’incenso della processione. La vera prova d’orgoglio sabino va in scena durante le sfide culinarie, dove le maestre sfogline si contendono la palma per i migliori dolci del territorio e per la pasta tirata con la forza del mattarello e tanta pazienza.
Tra sfilate di moda solidali, raduni di bande musicali con ottoni tirati a lucido e nottate dedicate alla gioventù (con tanto di dj set che faranno tremare i sassi delle mura), l’atmosfera rispetta appieno i canoni della sagra autentica: l’asfalto per pavimento, la concorrenza spietata per accaparrarsi una panca in legno e il vino locale versato senza troppi conteggi. Quando scende la sera tra le vie del borgo, tra una degustazione nelle cantine storiche e uno spettacolo teatrale, la gioia di stare insieme diventa l’unica vera regola della festa.
Se avete partecipato alla disfida della pasta fatta a mano o vi siete goduti un bicchiere di rosso nelle cantine del centro storico, lasciate una valutazione della sagra!

