Qui le cose si fanno come Dio comanda, o meglio, come gli antichi statuti del borgo imponevano già nel 1480, quando un saggio locale metteva in riga mezzo circondario a suon di regole severe per chi non controllava il cane o giocava a dadi. Oggi la disciplina è fortunatamente passata dalle aule di tribunale ai fornelli, e il risultato è la Sagra dei Fagioli con le Cotiche, un monumento alla norcineria e alla cucina agro-pastorale più verace che possiate trovare nell’alto reatino.
La festa prende vita nella settimana centrale di agosto, proprio quando l’afa della pianura spinge a cercare rifugio tra le alture. La cornice è quella di Offeio, Rieti, un borgo che sorge fiero tra i fiumi Torano e Salto, storicamente conteso tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli. Un tempo sotto la giurisdizione della potente Abbazia di S. Salvatore Maggiore, oggi questo paesino ritrova la sua indipendenza e il suo orgoglio grazie ai ragazzi del comitato promozionale, decisi a far rivivere queste strade a suon di fagioli con le cotiche cucinati come tradizione comanda: densi, ricchi, cotti a fuoco lento e capaci di rimettere al mondo anche il viandante più stremato.
Siamo davanti a un evento che rispetta in pieno i sacri canoni della festa paesana: niente fronzoli, tanta sostanza, grandi padelloni che fumano e quella sana atmosfera conviviale dove si fa amicizia stringendosi sulle panche. Il menu parla chiaro e non si perde in rivisitazioni moderne, puntando tutto su gastronomia solida e spettacoli musicali che fanno ballare la piazza. È la classica situazione in cui si arriva camminando in salita, si parcheggia tirando bene il freno a mano e si torna a casa con le scarpe impolverate e il cuore contento.
Se avete la fortuna di passare da queste parti e di affondare il cucchiaio in quel paradiso di cotiche, fateci sapere come è andata e se la cottura ha rispettato i severi standard degli antichi saggi del paese, lasciando una valutazione della sagra!

