Nel cuore del Lazio, arrampicato sui morbidi rilievi della provincia romana, c’è un borgo che custodisce un segreto culinario sottile come un sospiro e antico come il mondo. A Gavignano la tradizione si impasta a mano e si taglia al millimetro per dare vita a una delle rassegne più veraci del territorio: la Sagra dei Maccaruni Gavignanesi. Qui non si scherza mica con la pasta fresca; stiamo parlando di una ricetta che ha ottenuto perfino il bollino ufficiale di prodotto tradizionale e il riconoscimento di “Sagra di Qualità”.
I maccaruni locali non hanno nulla a che vedere con i tubetti di pasta corta a cui pensano oltreoceano: sono filamenti d’oro, lunghi e finissimi, frutto di un’accurata lavorazione manuale che si tramanda immutata. Durante la quarta settimana di luglio e in una successiva appendice nella terza settimana di agosto, le strade del paese si riempiono del profumo irresistibile del sugo buono, quello cotto a fuoco lento, perfetto per avvolgere questa pasta così delicata eppure così capace di saziare le folle.
La festa si sdoppia per non far torto a nessuno, animando prima la storica Piazza dei Caduti per poi spostarsi, in pieno agosto, nella caratteristica cornice del Pincetto. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni comunitarie, dove i volontari della Pro Loco Gavignano si danno un gran da fare per riempire i piatti e mantenere alto l’onore della cucina gavignanese. Se siete curiosi di scoprire come un taglio così sottile riesca a trattenere tutto il sapore della tradizione laziale, fateci sapere se l’attesa ai tavoli è valsa l’impresa lasciando una valutazione della sagra!


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