In quel di Pianello Val Tidone, Piacenza non ci si gira troppo intorno: quando arriva la quarta settimana di settembre, la corte dei miracoli piacentina imbandisce tavole che farebbero resuscitare anche chi ha fatto voto di digiuno. Per la Festa Patronale e Fiera di San Maurizio si festeggiano i sessant’anni di una Pro Loco tostissima, nata nell’ormai lontano 1966. Qui si gioca pesante, a suon di cotechini ingabbiati nei panini già dalle prime luci del mattino, sfidando apertamente le coronarie e le buone maniere.
Tra le vie del borgo l’atmosfera è quella verace dei grandi eventi di provincia, con un programma fitto fitto che impone di parcheggiare col freno a mano tirato e prepararsi a marciare o a ballare senza soste. Per non farsi mancare nulla, c’è persino la Fanfara dei Bersaglieri a dare la sveglia a passo di corsa, seguita a ruota dai tamburi degli sbandieratori. Se poi vi avanza del tempo tra un goccio di Gutturnio e una fetta di salume DOP, potete sgranare gli occhi davanti a fontane danzanti che sparano acqua, luci e fiamme a ritmo di musica.
La vera benedizione per chi ama la sostanza rurale resta il mega tendone della Pro Loco, dove si pranza e si cena al coperto al riparo da qualsiasi imprevisto meteorologico. È qui che la comunità celebra la propria storia a colpi di fisarmonica e piatti della tradizione piacentina, in una ridda di braccia infarinate, boccali pieni e gomiti piantati nelle costole dei vicini di panca. Come vuole il sacro galateo campagnolo, ci si alza da tavola soltanto quando le gambe rifiutano di collaborare.
Se avete sfidato la marcia, vi siete sgrassati il palato col cotechino e avete ballato il liscio fino a consumare le suole, votate la sagra con le stelline e lasciateci una valutazione!

