Nel cuore della Pianura Padana, tra la nebbia autunnale che inizia a bussare e il Po che scorre sornione, Villanova sull’Arda si prepara al suo rito liturgico più sacro: la frittura collettiva. La Sagra della Torta Fritta non è una semplice festa di paese, ma una vera e propria dichiarazione d’amore al colesterolo buono e alla convivialità verace. Quella che da queste parti chiamano torta fritta — e che oltre il fiume osano chiamare gnocco fritto, scatenando guerre di religione mai del tutto sedate — è l’involucro perfetto per accogliere spalla cotta, culatello e coppa piacentina.
A Villanova sull’Arda la faccenda si fa seria per ben due fine settimana, indicativamente durante la terza e la quarta settimana di settembre. L’evento rispetta in pieno i sacri crismi del manifesto paesano: ci si ritrova tutti insieme a cena, al coperto sotto la mastodontica tensostruttura della Pro Loco piacentina allestita nella piazza principale. Qui l’aria profuma d’olio bollente, di salume buono e di quel vino rosso frizzante che aggiusta qualsiasi giornata storto.
Tra una porzione dorata e fumante e l’altra, la serata prosegue a passo di danza. Tra liscio e balli latini, la pista diventa il teatro ideale dove smaltire le calorie in eccesso o accumularne di nuove al bar. Dopotutto, Villanova è terra di confine e di grande tradizione contadina, famosa anche per aver ospitato nella vicina frazione di Sant’Agata il maestro Giuseppe Verdi, il quale indubbiamente avrebbe apprezzato un bel piatto di pasta fritta accompagnato da un bicchiere di Gutturnio prima di comporre le sue opere.
Se avete avuto la grazia di ustionarvi la lingua con la prima torta fritta bollente della serata o se avete consumato le scarpe sulla pista da ballo, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

