Tevernelle sveste i panni del tranquillo borgo di campagna per trasformarsi nel regno indiscusso delle spighe dorate. La Sagra della Pannocchia festeggia tre decenni di glorioso ed ininterrotto servizio alla causa del carboidrato contadino, apparecchiando le tavole del paese nella quarta e quinta settimana di agosto.
Qui la faccenda è seria: altro che pop-corn da multisala o snack industriali sotto vuoto, a Tevernelle va in scena la riscossa del Mais Quarantino e dello Zeppone, varietà autoctone che per generazioni hanno tenuto in piedi la cucina povera di queste vallate. Gli stand gastronomici aprono battenti ogni sera per deliziare gli avventori con pannocchie arrostite al punto giusto, fumanti porzioni di polenta e dolci d’altri tempi come l’amor polenta.
Ispirata al progetto “Dal Seme alla Festa”, la manifestazione non si limita ad abbeverare e sfamare l’orda di visitatori in cerca di refrigerio, ma mette in piedi un vero e proprio villaggio della memoria rurale. Tra l’esposizione di antichi attrezzi agricoli, mostre fotografiche e mercatini, il vero spettacolo da sballo rurale è affidato alle massaie locali che tengono banco con dimostrazioni dal vivo della scartocciatura del mais, accompagnate dai canti popolari d’ordinanza. A Panicale sapiente architettura, volontariato genuino e devozione per la buona tavola si fondono in un’atmosfera verace dove non c’è spazio per i soliti ghirigori della modernità. Ci si ritrova tutti insieme a masticare chicchi dorati con i gomiti appoggiati sulle panche di legno, in perfetto stile festa di una volta.
Se avete avuto la grazia di addentare una pannocchia alla brace senza lasciarci un incisivo e vi tiene a cuore questa festa, fatecelo sapere lasciando una valutazione con le stelline!


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