Il nome di questa sagra non somiglia al titolo di una canzone di Paolo Conte?
Se metà dei genovesi sfolla verso le riviere affollando treni regionali a 40 gradi o si incolonna sull’Autostrada dei Fiori, a Genova c’è chi sceglie la via della resistenza urbana. L’appuntamento per chi resta (o per chi è troppo pigro per mettersi in viaggio a Ferragosto) è nel cuore del centro storico, esattamente ai Giardini Emanuele Luzzati, dove va in scena la fantozziana Sagra delle persone rimaste a Genova.
I Giardini Luzzati – dedicati al celebre scenografo, illustratore e maestro della fiaba genovese – sono da sempre il termometro sociale dei caruggi. Un’area che ha saputo strappare il degrado alla strada per trasformarsi in uno spazio comune vibrante, tra i resti dell’anfiteatro romano e le facciate dei palazzi antichi. Durante i giorni a cavallo di Ferragosto, questo cortile a cielo aperto si trasforma in una sagra d’altri tempi dove l’unica regola è condividere le panche e smaltire la calura a suon di brindisi e buona cucina.
Cosa si mangia? Il menu declina la tradizione ligure e qualche incursione da combattimento: si va dalle immancabili trofie al pesto ai corzetti al sugo di noci (quei caratteristici dischetti di pasta stampati a fusto rurale), fino al cundigiun alla ligure con gallette del marinaio. Per chi vuole restare sul classico da chiosco ci sono le acciughe fritte, l’insalata di panissa e avocado, gli arrosticini di pecora alla brace e gli straccetti di pollo con caponata, chiudendo il cerchio con la fetta d’anguria d’ordinanza o le donuts ball. La cucina accende i fornelli esclusivamente per la cena, partendo dalle ore 19:00.
Ci piace la locandina! Analogica, bilanciata, tipografica, razionale: è quello che ci si aspetta da un evento urbano, sembra strappata da una rivista degli anni 60. Semplice, moderna e senza orpelli decorativi fatti con l’AI, bravi.
Tra la musica dal vivo e un boccone di panissa, la festa si conferma il rifugio perfetto per chi sa che Ferragosto in città ha il suo fascino imbattibile. Se avete partecipato a questo appuntamento controcorrente e volete dirci se il sugo di noci valeva la pena di saltare il mare, lasciateci un commento nelle recensioni o votate la festa con le stelline!


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