Nel sottobosco genovese, dove l’umidità della Val Polcevera incontra la sacra venerazione per il basilico di Prà, c’è un’unica fede che unisce fazzoletti al collo e palati esigenti: l’arte del pesto al mortaio. A Pontedecimo, negli spazi operosi della Polisportiva SOMS La Fratellanza in via Isocorte, le truppe scout del CNGEI dismettono bussole e tende per dedicarsi alla causa più nobile del territorio, piazzando sui tavoli un’offensiva a base di aglio, pinoli e carboidrati spinti.
La faccenda si fa seria sia a cena il sabato sia a pranzo e cena la domenica, quando l’aria del quartiere si riempie di quell’aroma balsamico capace di far resuscitare anche il genovese più tirchio. Dimenticate i barattolini tristi del supermercato: il battaglione di volontari propone una carrellata di primi piatti che va dalle tradizionali trofie e trenette fino alle lasagne, passando per i testaroli e gli immancabili gnocchi di patate, tutti rigorosamente annegati nel verde oro genovese.
Tra una forchettata di primo e un secondo a base di carne alla griglia o polpettone casereccio, il programma non smentisce il sacro dogma della convivialità di quartiere: il sabato si va di liscio senza troppi complimenti, mentre la domenica pomeriggio si scatena la bagarre attorno ai teli verdi col torneo di cirulla, lo storico gioco di carte ligure dove il mazzo sfoglia rabbia e strategie da osteria. E per i palati più audaci c’è pure la panna cotta al basilico, una di quelle invenzioni che farebbero storcere il naso ai puristi finché non se ne chiede il bis.
La festa incarna alla perfezione lo spirito autentico della adunata popolare: si battono le carte sul tavolo e si finisce la serata a cantare a squarciagola con le band locali. Se avete partecipato alla Sagra del Pesto e siete riusciti a vincere a cirulla tra un piatto di trofie e una birra fresca, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione con le stelline!

