Arroccata tra i boschi rigogliosi della Valle Stura, laddove l’aria frizzante dell’Appennino genovese invita a scaldare lo stomaco senza troppi complimenti, Masone spalanca le sue porte per una vera e propria liturgia della buona tavola. Da queste parti la ricerca nei boschi è un’arte antica che rasenta il sacro: guai a chiedere a un masonese dove ha trovato quel porcino perfetto, rischiereste il silenzio stampa o un’indicazione volutamente sbagliata verso il versante opposto del monte! D’altronde, il legame con la terra e con i frutti dei boschi locali si fonde con la proverbiale concretezza ligure, regalandoci una festa dove la sostanza regna sovrana e l’accoglienza sbottona ogni formalismo.
L’appuntamento va in scena tra la terza e la quarta settimana di settembre, distribuito nei due fine settimana di fine estate. Il ristorante al coperto garantisce ristoro durante le serate per la cena, mettendo al riparo gli avventori da qualsiasi capriccio del meteo. Nel pieno rispetto del manifesto della vera sagra, a Masone si dimenticano l’etichetta chic e le porzioni risicate: ci si fa largo coi gomiti, ci si siede alle ampie tavolate della struttura al coperto e si attende con bramosia la propria scodella di ravioli al sugo rosso o l’immancabile piatto di funghi impanati e fritti, preparati ogni singola sera dalle brigate dei volontari.
L’organizzazione congiunta curata da Associazione Masone 97 e Pro Loco Masone celebra una storia trentennale di passione e volontariato, riportando in piazza lo spirito genuino delle feste campestri di una volta, dove un buon bicchiere di vino della casa e la musica dal vivo bastano a trasformare una serata di fine settembre in una vera festa di paese.
Se avete avuto il privilegio di sgranocchiare un bel piatto di funghi impanati e fritti dorati a puntino e d’innaffiare il tutto con il vino della casa, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

