Se pensavate che polenta e vongole stiano come il cavolo a merenda, la panna e il limone, il Rolex con la kefia, il tasso alle vecchie – insomma avete capito – vi sbagliate di grosso.
A Moresco, incantevole borgo arrampicato sulle colline della Valdaso e riconosciuto tra i borghi più belli d’Italia, questo connubio all’apparenza azzardato tra la farina di mais della terra fermana e i frutti del mare Adriatico celebra mezzo secolo di storia pura.
Nella prima settimana di agosto, esattamente al calar del sole nella cornice di Piazza Castello, la comunità locale si ritrova per ripercorrere le tappe della scommessa gastronomica della Sagra della Polenta con le Vongole. Nata a metà degli anni ’70 dall’intuizione felice della gente del posto, questa ricetta ha saputo unire i contadini dell’entroterra e i pescatori della costa marchigiana, trasformando un abbinamento singolare in un vero e proprio simbolo identitario.
Non la solita cenetta patinata con la spumetta d’aria: qui si celebra la memoria popolare, il profumo dei sughi bollenti nei pentoloni e quelle storie di paese che si tramandano di generazione in generazione all’ombra dell’imponente torre ettagonale che domina il paese. Tra saluti istituzionali, contributi di storici e agronomi sulla filiera del mais, e la viva voce dei pionieri che giravano le prime cazzuole nei calderoni, la serata è arricchita dall’inaugurazione della mostra fotografica dedicata a cinquant’anni di ricordi, volti e scorpacciate memorabili.
Se vi è capitato di passare da queste parti per celebrare questo storico traguardo e volete dirci la vostra su questo abbinamento di mare e monte, lasciate una valutazione della sagra nelle recensioni!


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