Alla vera sagra ci sono i manifesti dei consigli comunali.
Alla vera sagra si paga poco e si spende il resto alla fiera di beneficenza.
La vera sagra ha sempre un vero bar in muratura con i ChupaChups sul bancone.
La vera sagra si intitola senza distinzione a Fregne e Santi, Gnocchi e Parrocchie.
La vera sagra non ha un tetto. Al massimo una lamiera con appesi i numeri dei tavoli.
Sopra ai bagni della vera sagra c’è scritto “spogliatoi AC …” e il nome del paese.
E senza brindisin come si fa.
Alla vera sagra chi paga deve sempre far casino coi conti e chi serve deve sempre far casino con gli ordini.
Alla vera sagra si riordina sempre il vino.
La vera sagra non è uno street food.
Alla vera sagra c’è sempre il cinghiale in umido e le salsiccie coi fagioli.
Alla vera sagra si paga in euro ma si fa il conto in lire.
Il menù della vera sagra è appeso al tronco del pino con 2 giri di nastro.
“Non si è mai visto una vera sagra sotto ad un gazebo”.
Alla vera sagra c’è la polizia al cartello del paese, bevi responsabilmente o spera sia rotto l’alcool test.
Alla vera sagra si chiede in prestito le penne e si fa casino coi conti.
Alla vera sagra chi serve si fa perdonare con una bottiglia di vino in più.
Alla vera sagra i chioschi vendono croccanti, bomboloni e le pericolosissime gommose.
Alla vera sagra si ascolta solo complessi orrendi che spaziano da Gabriella Ferri a Bob Marley.
Alle vere sagre ci sono le panche o le sedie di legno usate per le feste della contrada.
Alla vera sagra non ci sono gli stranieri.
“Non si è mai visto una vera sagra con una esibizione di car-modding”.
Alla vera sagra si arriva camminando in salita e si parcheggia col freno a mano.
Alla vera sagra non si devono vedere gli indiani d’America.
Alle vere sagre c’è la destra e la sinistra.
Alla vera sagra si mangiava nei piatti di porcellana, ma abbiamo quasi perso la speranza. (Ancora ci sono! NDR)
Il menù della vera sagra è stampato con caratteri grossi, multicolori e con il bordo doppio.
Nello sterrato dietro alla vera sagra ci sono i calci in culo.
Alla vera sagra si deve cacciare il posto a sedere come i cacciatori che hanno preso il cinghiale.
Ad una vera sagra, tra le reti del campo di calcetto “non si è mai visto ballare il latino americano”.
La vera sagra ha di solito l’asfalto per pavimento.
Alla vera sagra c’è sempre solo un rosso e un bianco, ma si ordina il rosso.
Alla vera sagra si fa sempre i furbi con la fila alla cassa.
Alla vera sagra si canta sempre al brindisino e senza brindisino come si fa.
La vera sagra dura pochi giorni e non si ripete.
Dalla vera sagra devi sempre tornare con le scarpe impolverate.