Nel cuore della Marca Trevigiana, dove la storia ha lasciato segni indelebili tra le pieghe del Piave, la frazione di Bidasio a Nervesa della Battaglia si prepara a vivere una delle sue tradizioni più sentite. Nella seconda e terza settimana del mese, la comunità si stringe attorno all’antico Oratorio, un gioiello risalente agli inizi dell’anno Mille miracolosamente sopravvissuto alle macerie della Grande Guerra, per celebrare la Sagra di Bidasio dedicata alla Madonna del Rosario.
Tra una preghiera e un’imprecazione mormorata a mezza bocca per un turno di servizio troppo lungo, la festa offre un menu da far ressuscitare i morti. Il comitato festeggiamenti schiera infatti una brigata di cucina pronta a scodellare trippe in brodo, fumanti fette di polenta, braciole, salsicce e il sempre venerato baccalà, piatto sovrano di queste terre che esige il dovuto rispetto e un’adeguata bagnatura a suon di ombre di vino rosso o un buon Prosecco frizzante.
Come insegna il sacro manifesto delle vere sagre di paese, anche qui l’atmosfera si preannuncia verace, goliardica e felicemente spartana: ci si contende l’ultimo posto a sedere sulle panche di legno provando a fare i furbi in fila alla cassa, mentre i volontari si fanno perdonare gli immancabili ritardi negli ordini portando al tavolo qualche litro di vino extra per stemperare le animosità.
Se dopo esservi unti i baffi con una fumante porzione di baccalà e polenta o un succulento galletto vi sentite in pace con il mondo e pronti a sostenere il restauro della chiesetta locale, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

