Se c’è un modo per riprendersi dal trauma del rientro senza finire in terapia, quello è rifugiarsi nei boschi piemontesi armati di forchetta e spirito di adattamento.
Nel cuore di settembre, il comune di Quassolo si trasforma nel quartier generale della Sagra del Porcino, un appuntamento che celebra il re dei boschi con ben cinque giornate di convivialità e sapori senza compromessi.
Organizzata dalla Pro Loco, la manifestazione porta in tavola una vera e propria apoteosi micologica che fa felici i palati più esigenti e distrugge ogni residuo di dieta salutista.
La cucina non lascia spazio a fronzoli e punta dritta alla sostanza, offrendo il fungo in tutte le salse possibili: fresco sulla mocetta, in crema nei voul-au-vent, nella zuppa, nei ravioli alla boscaiola, oppure fritto, in umido e trifolato.
La festa non è solo cibo, ma un vero e proprio tuffo nel folclore locale tra escursioni guidate, musica dal vivo, mostre nelle antiche cantine e un trenino allegro pronto a far girare grandi e piccoli per le vie del paese.
Se avete fatto la prova costume e l’avete miseramente fallita a causa dei porcini fritti, fateci sapere com’è andata, lasciando una valutazione della sagra!

