Nel cuore del Canavese, dove la pianura torinese comincia a cedere il passo alle prime asperità alpine, sorge Buriasco: un piccolo comune noto per la sua quiete agricola che, all’inizio di ottobre, viene letteralmente travolto dall’energia scoppiettante della Festa Patronale di Appendini. Qui non si fa un semplice ritrovo di paese, ma una vera e propria maratona conviviale che trasforma la frazione in un covo di buongustai e amanti del buon vivere.
Dimenticate le mezze porzioni e i piatti leccati da ristorante stellato: sotto la struttura del palatenda riscaldato si fa sul serio sia a pranzo che a cena. I cuochi locali mettono in campo l’artiglieria pesante della tradizione piemontese, sfoderando classici capaci di resistere a qualsiasi primo freddo autunnale. Tra gargaglierie di sapori che spaziano dagli agnolotti al sugo fino al maestoso gran bollito misto con le immancabili salse verdi e rosse, la dieta viene sospesa per direttissima decreto popolare.
Ma la vera sorpresa risiede in quelle chicche gastronomiche che variano di serata in serata: chi l’avrebbe mai detto di trovare nelle campagne torinesi le anguille marinate accostate alle storiche trippe e alla leggendaria finanziera? Per non parlare delle serate a tema con fantasie di polenta con spezzatino e perfino una parentesi esotica con la paella di pesce. Ce n’è abbastanza per fare il pieno di calorie e buttarsi in pista senza ripensamenti.
Tra rombanti raduni di motori e trattori con le gare di cultivator pulling, spettacoli di magia e una colonna sonora che va dai tributi agli 883 e a Gigi D’Agostino fino al liscio e ai canti corali tradizionali, il divertimento è garantito per tutte le età. Si beve, si scherza, si riempiono i bicchieri e ci si godono cinque giorni di genuina spensieratezza di provincia.
Se vi siete sgranocchiati un bel piatto di gran bollito misto con le salse o avete sfidato le colesteroliche anguille marinate prima di scatenarvi in pista, fateci sapere come è andata lasciando una valutazione della sagra!

