All’ombra del comprensorio orvietano c’è un posto dove il vino non si misura in calici da degustazione leziosi, ma a cannella aperta direttamente dalla botte. A Castel Viscardo, nella centralissima Piazza IV Novembre, la seconda e terza settimana di agosto ci si ritrova tutti per la Sagra della Cannelletta, un’istituzione popolare mossa dall’entusiasmo della Pro Loco di Castel Viscardo che affonda le radici fino al lontano 1966.
La storia di questa festa è di quelle veraci: nacque dalla geniale necessità dei vignaioli del paese di smaltire le giacenze di vino d’annata vendendolo direttamente “al minuto” ai paesani e ai bevitori di passaggio. Per l’occasione si piantava una “cannelletta” (la spina di legno infilata nella botte) e si dava il via alle danze con carri allegorici addobbati con tralci di vite, verdure e l’accompagnamento del Complesso Bandistico G. Verdi. Ancora oggi la manifestazione conserva quel filo diretto con il passato, inaugurando le serate con la sfilata in abiti tradizionali e spalancando la piazza ai vini di ben nove cantine autoctone del territorio.
Sul fronte del piatto non si scherza affatto: la regina incontrastata è la tortuccia fritta, affiancata da una lista impressionante di prelibatezze come fiori di zucca, cinghiale, anatra, trippa e funghi, con un menù che propone ogni sera una specialità diversa. Il tutto servito da una squadra di giovani volontari entusiasti, tra bicchieri riempiti senza troppi complimenti e un sottofondo musicale che spazia dal liscio al rock, fino al folk e ai DJ set.
Se avete fatto un salto a Castel Viscardo e vi siete unti le dita con le tortucce o avete scambiato due parole al banco del vino, lasciate una recensione o votate la sagra con le stelline!


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