Chi ha stabilito che per gustarsi un bel piatto di cotechino serva per forza la neve sulle finestre, il maglione di lana che pizzica e il nebbione padano non ha mai fatto un salto a Cassano di Ponte dell’Olio. Nel cuore della Val Nure, a due passi da Piacenza, questo piccolo angolo di collina decide di sfidare le leggi della termodinamica e del buonsenso estivo servendo in tavola il re dei insaccati proprio quando la calura picchia più forte. La Festa del Cotechino è un inno alla resistenza gastrica e alla genuinità d’altri tempi, dove il maiale non conosce mezze stagioni e si celebra senza troppi complimenti.
L’appuntamento con le posate accese si prende la scena rigorosamente per la cena, posizionandosi fisicamente nella seconda settimana del mese di agosto. In questa frazione dove la vita scorre con il ritmo calmo della provincia emiliana, i volontari locali mettono in piedi una macchina organizzativa perfetta: tavolate di legno, profumo di maiale bollito che si spande tra la vegetazione e un’offerta che affianca alla star della serata tutte le migliori specialità piacentine. Qui il cotechino non è un semplice ricordo del veglione di Capodanno, ma un pilastro culturale da gustare caldissimo, magari accompagnato da un bel bicchiere di Gutturnio frizzante che pulisce il palato e prepara al boccone successivo.
Con le scarpe impolverate dal passeggio tra gli stand, la pista da ballo all’aperto e un angolo bar pronto a sfornare cocktail per rinfrescare gli animi, la festa conserva quel sapore verace di adunata di paese dove la musica dal vivo spazia dal liscio d’ordinanza fino ai ritmi più moderni.
Se avete avuto il coraggio di sfidare il solstizio d’estate a colpi di cotechino fumante o se volete dire la vostra sulla tenuta del vostro stomaco a metà agosto, lasciateci un commento e votate la sagra con le stelline!


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