Se un paese decide di piazzare sulle locandine una scritta cubitale rossa che recita semplicemente “La SAGRA”, significa solo una cosa: a San Mauro la Bruca, Salerno si sentono davvero sicuri del fatto loro. Come il libro di Maccio Capatonda, una parola sola, cubitale e definitiva, senza bisogno di aggiungere troppe menate per spiegare chi comanda. D’altronde, nel cuore profondo del Cilento, questa manifestazione vanta una storia nata nel lontano 1976 e mandata avanti con orgoglio incrollabile dalla Pro Loco San Mauro la Bruca.
Il richiamo irresistibile per migliaia di buone forchette scatta puntuale nella seconda settimana di agosto. L’indiscussa regina della tavola è la celeberrima salsiccia san maurese, prodotta secondo l’antica arte norcina locale, affiancata da un’artiglieria pesante che farebbe commuovere qualsiasi amante della cucina cilentana: fusilli fatti a mano tirati uno ad uno, i tradizionali e sfiziosi ruspitedi, montagne di patatine e vino rosso locale a fiumi che scende giù che è un piacere. Non manca neanche la nota dolce e comunitaria: il banco dei dolci artigianali, preparati con amorevole devozione dalle signore del borgo, il cui ricavato va interamente a sostegno della parrocchia.
Tra un bicchiere e una salsiccia arrosto, la festa offre anche l’occasione di scoprire un borgo incantevole immerso nell’uliveto cilentano, dove la storia si intreccia con la spiritualità grazie alle visite guidate al Santuario Eucaristico, custode della memoria del Miracolo Eucaristico e della cripta di Sant’Eufemia. E quando cala la sera, tra le piazzette del paese si balla e si fa caciara fino a notte fonda, proprio come vuole il manuale della perfetta zingarata estiva.
Se avete affrontato la calca, vi siete unti i baffi con la salsiccia locale e avete tirato fino all’alba a San Mauro la Bruca, lasciateci un commento con le vostre stelline e raccontateci la vostra esperienza!

