Non solo travertino, imperatori romani in vena di sfarzo e cascate che fanno invidia a mezzo mondo.
Nella splendida Tivoli, ad appena un tiro schioppo dalla Capitale, l’estate si saluta masticando chicchi allungati e zuccherini.
Torna puntuale come le tasse di fine anno la 78ª Sagra del Pizzutello di Tivoli, la festa interamente dedicata a quell’uva dalla forma curiosamente appuntita che qui chiamano affettuosamente semplicemente pizzutello.
Dimenticate le solite sagre da parcheggio di periferia e friggitrici seriali.
Qui l’amministrazione e le associazioni locali hanno deciso di fare le cose in grande, trasformando l’evento in un vero e proprio tour tra storia, natura e Orti Estensi.
La kermesse si snoda lungo i giorni della fine dell’estate, all’insegna del turismo esperienziale più spinto.
Si passa agilmente dal Santuario di Ercole Vincitore alle passeggiate agresti, dimostrando che la nobiltà di un acino non si misura solo nel bicchiere.
Il programma spazia senza pudore tra lezioni di yoga nell’orto del produttore e scarpinate memorabili lungo le sponde delle cascate dell’Aniene.
Non mancano i momenti di pura epopea contadina, come la sfilata del mitico carro agricolo carico di tralci e grappoli pronti per essere offerti alla folla in piazza Garibaldi.
I ristoratori della zona colgono la palla al balzo inserendo nei loro menu piatti a base di uva tiburtina.
Anche i più piccoli trovano pane per i loro denti al Museo del Pizzutello con laboratori di manualità e percorsi sensoriali a base di succo e grappoli.
È il trionfo della terra che sposa la cultura, dove il sacro si mescola al profano tra un bicchiere di vino locale e una manciata di acini freschi.
Se avete occasione di assaggiare il Pizzutello di Tivoli o di camminare tra i filari della Strada del Pizzutello, fateci sapere com’è andata, lasciando una valutazione della sagra!


Lascia la tua valutazione, pubblica foto
Correggi date, menu, programma