Se pensavate che le botti servissero soltanto a far riposare con garbo il nettare degli dèi nelle cantine buie, a Velletri vi dimostreranno che vi sbagliate di grosso. Nei primi giorni di ottobre, durante la celeberrima Festa dell’Uva e dei Vini, i recipienti di legno da centinaia di chili smettono di fare le stazionarie e diventano bolidi da corsa scagliati a rotta di collo per le vie del centro. Benvenuti alla leggendaria Corsa delle botti, dove la fisica incontra la passione enologica e la forza bruta si sposa con l’equilibrio precario.
Nel cuore dei Castelli Romani, terra di antichissima tradizione vitivinicola adagiata sui pendii dei Colli Albani, la spinta della botte è una cosa maledettamente seria. In Piazza Garibaldi non si scherza: braccia rubate all’agricoltura e spingitori atletici si affrontano in un crescendo di adrenalina, tra prove a cronometro, manche uniche per accaparrarsi la griglia di partenza e la grande finale a spinta libera. C’è spazio persino per la versione Baby, perché qui l’arte di far ruzzolare il legno si impara prima ancora di imparare a camminare dritto.
Tra la polvere dell’asfalto e le urla d’incitamento della piazza, il vero traguardo è comunque quello che vi aspetta subito dopo la gara: piazzarsi saldamente a un tavolo per ripristinare i sali minerali con i vini generosi del territorio e le specialità della cucina locale. Come vuole la migliore tradizione delle feste paesane, quando l’agonismo sfuma nella serata, rimane soltanto la voglia di fare bagordo, brindare in compagnia e magari discutere animatamente su chi abbia preso la traiettoria migliore alla curva della piazza.
Se vi è capitato di trattenere il fiato vedendo sfrecciare un barile a pochi centimetri dai vostri piedi o se avete brindato alla salute dei vincitori con un bel bicchiere di vino di Velletri, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

