Se c’è una cosa che i ragazzi della pro loco sanno fare bene, è raccogliere i cocci quando la storia rischia di infrangersi contro il muro della burocrazia o della noce di cocco amministrativa. A Genazzano, nell’affascinante cornice dei Monti Prenestini, la storica e amatissima rassegna enogastronomica rischiava seriamente di saltare il giro. Ma per fortuna ci hanno pensato le nuove leve locali a rimboccarsi le maniche, accettando la patata bollente tirata in ballo dal Comune pur di non lasciare il paese a bocca asciutta.
Dimenticate le sagre asettiche da centro commerciale: qui si scende letteralmente sottoterra, tra volte in pietra e botti polverose che trasudano secoli di fermentazione e sano spirito paesano. Il segreto di questo successo sta tutto nella collaborazione ferrea tra i cantinieri, veri e propri custodi di un patrimonio enologico che merita rispetto e dedizione.
L’aria si riempie subito di quel profumo inconfondibile di cicoria ripassata, carne alla brace e vino buono che fa subito casa, anche se non siete di queste parti. Preparate le scarpe comode perché tra i saliscendi medievali del paese c’è da sgambare parecchio prima di trovare il bancone giusto dove attaccarsi alla caraffa.
Se avete occasione di scendere nelle cantine di Genazzano e assaggiare il meglio della produzione locale, fateci sapere com’è andata, lasciando una valutazione della sagra!

