Se pensavate che la picula d’caval fosse un’invenzione della modernità per spaventare i vegetariani, vi state sbagliando di grosso.
A San Pietro in Cerro, la carne di cavallo macinata e stufata con peperoni, pomodoro e lardo è una religione, e la Sagra d’la Picula è il suo tempio pagano. La tradizione piacentina vuole che questo piatto nascesse dall’ingegno contadino per non sprecare la carne dei cavalli da lavoro a fine carriera. Oggi, fortunatamente, nessuno vi chiederà di attaccarvi al calesse, ma solo di sedervi alle tavolate del Parco Comunale ex Barattieri.
L’atmosfera è quella delle vere feste di paese, dove il profumo del sugo copre qualsiasi velleità di dieta e il vino scorre senza troppe cerimonie. Il parco si trasforma in un feudo del colesterolo felice, dove tra un piatto di picula e un bicchiere di Gutturnio si celebra la resistenza della cucina piacentina doc. Se cercate un evento pettinato, avete decisamente sbagliato strada: qui si bada alla sostanza, al ballo liscio e alla cottura lenta.


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