Se c’è una cosa che i bresciani sanno fare bene, è convertire qualsiasi fazzoletto di terra verde in una gigantesca cucina all’aperto. Il Parco Comunale Oselanda di Paratico non fa eccezione e si prepara a subire un’invasione pacifica ma decisamente calorica. La Sagra della Cucina Romana e della Porchetta porta sulle sponde del Lago d’Iseo i pesanti e inconfondibili profumi della tradizione laziale, in un gemellaggio culinario che mette a dura prova i fegati locali.
La porchetta di Ariccia, con la sua crosta croccante che sfida le leggi della fisica e del colesterolo, è la regina indiscussa del fine settimana. Ma per non farsi mancare nulla, i cuochi hanno deciso di calare gli assi della cucina della Capitale. Si parla della sacra tetralogia dei primi romani: la carbonara con il suo guanciale rigorosamente dorato, l’amatriciana per chi ama il rischio del sugo sulla camicia bianca, la cacio e pepe che sembra semplice ma nasconde insidie da chef stellato, e l’immancabile gricia.
Niente rivisitazioni moderne o concessioni al salutismo: la cucina romana è una faccenda di pancia e di carattere, nata per sfamare i lavoratori e oggi prestata ai frequentatori del lago in cerca di emozioni forti. Il parco offre la cornice perfetta per digerire (o tentare di farlo) passeggiando tra gli alberi, mentre i chioschi sfornano carboidrati a ciclo continuo. Un’ottima scusa per dimenticare la dieta e riscoprire il significato profondo della parola convivialità, possibilmente con i gomiti appoggiati al tavolo di legno e un bicchiere di vino in mano.


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