A Due Carrare, Padova, precisamente nella frazione di Carrara San Giorgio (o per meglio dire a Bassia, come continuano a chiamarla con orgoglio i residenti), la parola d’ordine quando si avvicina la fine di luglio e i primi giorni di agosto è una sola: che Sagra sia a Bassia. Un invito che sa di casa e che chiama a raccolta l’intero paese per la storica Festa Patronale di Santo Stefano, un appuntamento che sta per tagliare il clamoroso traguardo del millennio di storia dell’antica abbazia benedettina.
Qui non servono fronzoli o menate da ristorazione stellata: la festa si fa sul campo, attorno all’imponente chiesa e al suo campanile, trasformando la piazza e gli spazi parrocchiali in un cantiere di convivialità. Il motore di tutto è l’esercito di volontari grandi e piccini che per dodici serate (con giusto un paio di giorni di pausa per tirare il fiato) mandano avanti uno stand gastronomico rinomato per i piatti solidi della tradizione, da gustare rigorosamente tra le panche all’aperto.
Tra un piatto caldo e un’ombra di vino, la sagra offre tutto il repertorio classico del folklore veneto: il ballo liscio condotto da orchestre dal vivo per chi vuole consumare le suole delle scarpe, la pesca di beneficenza con ricchi premi, i gonfiabili per fare sfogare i bambini e l’immancabile torneo di calcio a 7 per i giovani del paese. Il tutto condito dalla possibilità di visitare l’antica Abbazia e da quell’atmosfera verace dove chi paga fa il conto sui tovaglioli e chi serve regala un sorriso.
Se siete passati da Bassia a godervi la serata tra un ballo e una frittura, raccontateci come è andata nei commenti e lasciate una valutazione alla sagra con le stelline!


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