Nelle terre umide della pianura novarese, là dove le risaie ricamano il paesaggio e la nebbia autunnale comincia a fare la sua comparsa, la frazione di Lumellogno di Novara si trasforma nel tempio indiscusso della tradizione gastronomica piemontese.
L’appuntamento con la rinomata Sagra di Lumellogno cade puntualmente nella prima settimana di settembre, spalmando le sue golosità tra il sabato sera e la domenica a pranzo sotto l’ala protettrice della parrocchia locale.
Nel cortile parrocchiale dell’antica chiesa dedicata ai Santi Ippolito e Cassiano, l’atmosfera si accende sabato a cena per poi raddoppiare la domenica con il classico e imponente pranzo conviviale, dove ci si abbuffa come se non ci fosse un domani.
Il menù è un vero e proprio manifesto di resistenza gastronomica dove svetta maestosa la paniscia, il leggendario risotto novarese cotto con fagioli, verdure e il caratteristico salame d’la duja conservato sotto strutto, capace di risuscitare anche i palati più affaticati.
Per i veri audaci del piatto non mancano le croccanti e ricercate rane fritte, una prelibatezza d’altri tempi legata a doppio filo alla vita delle risaie, affiancate da un cremoso gorgonzola e dallo spezzatino d’asino con la polenta fumante.
Sotto le tettoie al coperto si mangia benissimo e senza l’incubo della pioggia, tra un bicchiere di vino verace, una birra fresca e due chiacchiere con i vicini di panca che diventano subito i tuoi migliori amici.
Se avete avuto il coraggio di sgranocchiare le rane fritte e vi siete ripuliti i baffi dalla paniscia, fateci sapere com’è statements lasciando una valutazione della sagra!

