Chi pensa che la Maremma sia fatta solo di butteri e distese sconfinate non ha mai provato l’ebbrezza di infilarsi tra le tufe del borgo di Sorano quando la luna piena fa da spia ai calici alzati. Arroccata su una rupe di tufo che sembra scolpita dagli dèi, la cosiddetta Matera della Maremma abbandona per qualche giorno il suo composto riserbo medievale e spalanca i cancelli della festa. A cavallo tra l’ottobre dei primi freddi e le celebrazioni d’inizio novembre, la celebre Festa delle Cantine di Sorano richiama una marea di avventori pronti a trasformare i vicoli del centro storico in una vera palestra del gusto e della convivialità.
Il rito della festa si consuma scendendo nei grotti scavati nella roccia tufa, dove tra botti secolari e profumo di legna risuonano i brindisi sinceri del vino novello. Qui non troverete calici da sommeliers impilati con rigore, ma l’accoglienza calorosa di sette cantine storiche dove il vino rosso scorre a fiumi sia a pranzo che a cena. I nomi stessi dei rifugi dicono tutto: dalla Cantina Teramagra alla Cantina di Gusto, fino alla benaugurante Cantina A Tutta Birra, alla suggestiva Cantina della Luce, al rifugio spiritual-alcolico della Cantina dello Shalom, senza dimenticare la Cantina del Prete e La Ripartenza dei Capaccioli.
Oltre alla maratona enogastronomica, le stradine svelano la loro anima rinascimentale con sfilate e figuranti in costume che animano il borgo, affiancati dalla colorata mostra mercato in Piazza Busatti e dai negozi aperti per l’occasione. Che decidiate di affrontare le ripidi salite con le scarpe impolverate dal tufo o che preferiate sostare in panca a scambiare battute con i vicini di tavolo, l’atmosfera autentica della Maremma grossetana saprà rimettervi al mondo.
Se avete sfidato le pendenze di Sorano e avete provato il vino novello giù per le grotte delle cantine storiche, raccontateci com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

