Arrampicata sull’Appennino tosco-romagnolo, Marradi è quel borgo dove l’autunno non chiede il permesso, ma s’impone a colpi di nebbia, profumo di legna e profonda venerazione per la castagna. Durante le domeniche di ottobre, il centro storico si trasforma nel tempio assoluto del “Marron Buono”, una prelibatezza locale che da queste parti non è considerata un semplice frutto, ma una vera e propria reliquia gastronomica. Chi sale fin lassù sa bene che la buccia ruvida nasconde un cuore dolce e che il freddo pizzicorino della montagna si combatte solo a colpi di carboidrati e bicchieri di vino rosso versati senza troppi complimenti.
Le origini di questa celebrazione affondano nella pura tradizione contadina dell’Alto Mugello, dove il castagno è sempre stato soprannominato l’albero del pane perché salvava dalla carestia. Oggi Marradi accoglie i visitatori tra vicoli in salita e scorci appenninici da cartolina, ma senza rinunciare a quell’anima verace fatta di padelloni giganteschi che scoppiettano sulle braci e di prodotti tipici che sanno di bosco vero. Rispetto alle classiche feste paesane, qui c’è anche il piccolo balzello dell’ingresso a 2,50 euro (gratis per i ragazzini), che dà accesso a un’esperienza immersiva tra mercatini, profumi d’altri tempi e scorci dove l’asfalto lascia il posto al fumo delle caldarroste.
Tra una passeggiata e l’altra, la festa abbraccia l’intera giornata domenicale, ideale sia per chi vuole fare un pranzo luculliano sia per chi punta a una merenda a base di prelibatezze autunnali prima di ripartire con le scarpe impolverate. Se avete avuto la ventura di salire in quota e volete farci sapere quante caldarroste siete riusciti a sbucciarvi senza ustionarvi i polpastrelli, lasciate una valutazione della sagra!

