Nel cuore della Pianura Padana, tra il Reno e la traduzione letterale del colesterolo in felicità, Pieve di Cento si trasforma nella capitale morale dell’autunno. Dimenticate le insalatine primaverili e le illusioni estive: qui la cucina parla la lingua schietta di una nonna emiliana che non ammette repliche davanti al piatto vuoto.
I riflettori della Sala Polivalente “F. Cavicchi” in Via Cremona 62, Pieve di Cento (BO) si accendono per la Sagra dei Sapori d’Autunno, pronti a celebrare il rito sacro della sfoglia tirata al mattarello e dei profumi del bosco. Il programma culinario è un inno alla sostanza: si va dai maestosi tortelloni di zucca alle profumate pappardelle ai funghi, passando per le intramontabili lasagne, le ricche rosette e l’immancabile cotoletta alla bolognese, vera e propria opera d’arte a base di carne, prosciutto e formaggio fuso.
Le danze gastronomiche si aprono tra la quarta settimana di settembre e la prima di ottobre: il sabato si cena rigorosamente dalle 19:00, mentre la domenica raddoppia le forze accogliendo i fedeli della buona tavola sia a pranzo, dalle 12:00, sia a cena, dalle 19:00.
Pieve di Cento, storicamente soprannominata la “piccola Bologna” per via dei suoi lunghi portici e della forte identità culturale ed enogastronomica, risponde perfettamente ai canoni più autentici delle feste di paese. Qui non ci sono fronzoli gourmet: la battaglia per accaparrarsi le panche migliori si combatte a colpi di prenotazioni anticipate, i gomiti dei vicini diventano compagni di sbronza e l’unica cosa liquida da dosare con cura è il vino rosso per annaffiare la cotoletta.
Se avete avuto la grazia di affondare la forchetta nei tortelloni di zucca o di sopravvivere alla cotoletta alla bolognese senza dover allentare la cintura di tre buchi, raccontateci com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

