Nel cuneese, dove le acque del Po accarezzano i campi coltivati sotto lo sguardo maestoso del Monviso, il borgo di Casalgrasso celebra l’apoteosi della pasta fresca durante la quarta settimana di settembre.
In questo operoso angolo di Piemonte, la Sagra di Tajarin trasforma il paese in una vera e propria mecca per gli amanti della buona tavola, celebrando il formato di pasta all’uovo che ha reso celebre la tradizione culinaria subalpina.
Il Palatenda allestito per l’occasione diventa il tempio profano dove le massaie locali danno prova di una maestria quasi sacra, tagliando la sfoglia sottile in striscioline d’oro condite con una varietà di sughi da capogiro: dal classico cinghiale al gorgonzola e noci, fino all’audace connubio tra peperoni e burrata.
La festa non si limita al solo aspetto gastronomico: tra le corse podistiche non competitive dove correre fa solo venire più fame, l’apertura straordinaria della Serra degli Agrumi nel Palazzo Comunale e le sfilate folkloristiche con majorettes, il paese mette in mostra il suo volto più genuino e accogliente.
Tra una forchettata di tajarin e una birra fresca servita al bar interno, la convivialità contadina esplode nelle serate musicali anni ’80 e ’90, dove anche il commensale più timido finisce per cantare a squarciagola a fine pasto.
Se avete fatto la scarpetta con il sugo di salsiccia e porri o vi siete goduti un piatto di tajarin gialli all’uovo sotto la tensostruttura, fateci sapere com’è allungare le mani lasciando una valutazione della sagra!

