Nel Canavese più profondo, proprio sul confine tra Piemonte e Valle d’Aosta, sorge Carema, un borgo dove la viticoltura non è un semplice lavoro ma un’opera d’ingegneria eroica su terrazzamenti sorretti dai caratteristici pilun in pietra. Quarta settimana di settembre, la 74ª Festa dell’Uva e del Vino di Carema celebra il nettare ricavato dalle uve Nebbiolo e il sacro rito della vendemmia.
In questo angolo di montagna ci si ritrova per fare festa sul serio, alternando calici d’eccellenza a passeggiate tra le vie dell’antico borgo, dove la fatica dei vignaioli si trasforma in pura allegria e convivialità serale. Lo stufato e i sapori robusti del territorio accompagnano degustazioni che mettono a dura prova la resistenza anche dei bevitori più allenati.
Tra il tradizionale appuntamento con Andar per Cantine Antiche e il pranzo del viticoltitore, le strade si riempiono del profumo del mosto e del suono delle bande. Niente orpelli da aperitivo fighetto: qui si beve il vino buono, si premiano i migliori grappoli d’oro e si gode della genuina ospitalità canavesana a stomaco pieno.
Se avete partecipato alla suggestiva passeggiata tra le cantine o se avete brindato con le migliori annate di Nebbiolo fino a tardi, fateci sapere com’è signals lasciando una valutazione della sagra!

