Se c’è una cosa che può risvegliare l’animo sopito di chiunque durante la seconda settimana di agosto, quella è l’odore acre e paradisiaco del peperoncino che frigge nell’aria di Filetto, piccolo e agguerrito borgo in provincia di Chieti. Qui si celebra il Festival del Peperoncino Piccante, un rito collettivo dove le papille gustative vengono messe a dura prova e la tolleranza al fuoco diventa un vanto da esibire orgogliosamente al tavolo.
Dimenticate le fighetterie da gourmet metropolitano: a Filetto il piccante è una faccenda seria, quasi una religione laica gestita con amore e un pizzico di sana follia dai ragazzi della Pro Loco di Filetto APS. La leggenda locale vuole che dietro ogni singola bacca infuocata ci sia il lavoro certosino di veri e propri “custodi” del seme, come la mitica Felicia, che coltiva con devozione i peperoncini più letali della zona per garantire che il motto “il piccante d’effetto nasce solo a Filetto” non sia solo un claim da locandina, ma una bruciante realtà.
L’atmosfera è quella delle grandi occasioni popolari: ci si ritrova in piazza, si ordina al bancone affrontando la fila con lo spirito di un cacciatore di cinghiali e ci si siede sulle panche di legno a discutere su quale sia il reale livello di tolleranza alla capsaicina, preferibilmente con un buon bicchiere di vino rosso locale a portata di mano per spegnere l’incendio.
Se avete avuto il coraggio di testare il vostro livello di piccantezza preferito o se la pozione infuocata di Filetto vi ha lasciato un ricordo indelebile sul palato, non siate timidi: lasciateci una valutazione della sagra con le stelline nelle recensioni!

