Sua maestà la melanzana si fa in quattro, o meglio si ” ‘mbuttuna ” a dovere per un appuntamento dove il colesterolo è un concetto astratto e la dieta viene sospesa per decreto popolare. Se vi state chiedendo cosa diavolo significhi ‘mbuttunata per i non autoctoni, la spiegazione è presto detta: nel dialetto casertano e napoletano sta per “imbottita”, ovvero presa, svuotata, riempita fino all’inverosimile di ogni ben di Dio, impanata e fritta senza alcuna pietà.
La location che ospita questo rito gastronomico è Sala di Caserta, un’accogliente frazione adagiata proprio a ridosso del capoluogo, dove la comunità locale ritrova la sua dimensione più schietta in Piazza San Donato Martire. Qui l’appuntamento cade tradizionalmente nella seconda settimana di settembre, regalando due serate dove il profumo di fritto e ragù alza una nebbia che farebbe invidia alla pianura padana.
La Sagra della Mulignana ‘Mbuttunata è una celebrazione verace della cucina partenopea delle nonne: le melanzane vengono tagliate a fette spesse, farcite generosamente con formaggi, salumi e aromi della tradizione, e poi passate in padella finché non raggiungono quella doratura perfetta che farebbe svenire qualsiasi nutrizionista. È la classica festa di piazza dove l’intrattenimento si fa a colpi di musica dal vivo, tamburi tradizionali e risate tra i banchi, in una cornice di tavolate condivise e bicchieri di rosso che si riempiono a vista d’occhio.
Se avete fatto un salto a Sala per addentare una mulignana ‘mbuttunata o per ballare al ritmo dei tamburi, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione e un commento con le stelline!


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