Nelle terre incontaminate dell’Appennino tosco-romagnolo, arroccata lungo la valle del Santerno, la Sagra del Marrone IGP di Castel del Rio festeggia un traguardo storico da stropicciarsi gli occhi.
Nel 1694 un editto locale stabiliva che gran parte della rendita del paese derivasse dal frutto dei castagni, imponendo di piantare un nuovo albero per ogni esemplare abbattuto: tre secoli dopo, la solida filosofia contadina resta la medesima.
Per la prima volta in ben sette decenni, la manifestazione ha scelto di slittare il proprio calendario tra la seconda metà di ottobre e l’inizio di novembre, evitando di forzare i tempi e attendere la perfetta maturazione dei ricci nei boschi.
L’appuntamento gastronomico è rigorosamente allestito a pranzo nella piazza principale del borgo, sovrastata dal celebre Palazzo Alidosi e dal suggestivo Ponte Alidosi con la sua imponente arcata unica.
Ai fornelli regnano le regali sdore locali, pronte a sfornare miracoli di pasta sfoglia come i mitici capletàz di marroni, le tradizionali tagliatelle al marrone e altre prelibatezze tirate a matterello.
A completare la festa ci pensano la spumeggiante birra di marroni, la casetta strabordante di dolci, il mercato dei produttori e i mitici bruciati saltati sul fuoco vivo dalle mani esperte dei marronai.
Se avete fatto scorpacciata di capletàz e caldarroste fumanti sotto l’ombra del Palazzo Alidosi, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra!