Nel cuore incontaminato della Val Fortore, inerpicato a quasi novecento metri d’altezza, c’è un borgo dove il formaggio non è solo cibo, ma una venerata divinità ricurva. A Castelfranco in Miscano, Benevento la terza settimana di settembre va in scena il culto assoluto per il formato a goccia: la Sagra del Caciocavallo.
I pascoli di queste colline beneventane producono un latte che rende il caciocavallo locale una vera e propria opera d’arte casearia. La pasta filata qui viene lavorata con una maestria antica che richiede braccia forti e pazienza infinita, regalando un prodotto dal sapore unico, dolce da giovane e piacevolmente piccante con la stagionatura.
La festa prende vita nell’ampia area fiera coperta del paese, al riparo da qualsiasi capriccio del meteo di fine estate. Qui si cena tutte le sere e si pranza nei fine settimana, tra profumi avvolgenti di formaggio impiccato che fonde lento sul fuoco e primi piatti fumanti d’altri tempi.
Niente impiattamenti da fighetti o degustazioni con la puzza sotto al naso: qui si viene per la sostanza verace, per la musica dal vivo che fa battere i piedi sulle panche e per riempirsi la pancia senza troppi rimorsi.
Se vi è capitato di addentare una fetta di caciocavallo fuso con la crosta bruciacchiata a Castelfranco in Miscano e siete sopravvissuti all’estasi, raccontateci com’è andata lasciando una valutazione della sagra!

