Sagra della Porchetta a Monte San Savino, borgo rinascimentale in provincia di Arezzo, è la festa che ha reso il maiale una questione di orgoglio civico. Qui la porchetta non è un contorno da fiera paesana ma un vero e proprio marchio di fabbrica: quella savinese vanta pure un posto nel Guinness World Records per la porchetta più lunga del mondo, quasi 45 metri sfornati nel 2010. Robaccia da dilettanti, al confronto, quella di tanti altri paesi.
L’usanza affonda le radici negli anni ’60, quando un macellaio del posto, spinto più dalla passione che dal marketing, decise di trasformare la lavorazione del maiale in un evento pubblico. Da lì la Pro Loco ha preso in mano la baracca e non l’ha più mollata, arrivando oggi a un traguardo che definire “storico” è quasi riduttivo.
La sagra si tiene tradizionalmente nella seconda settimana di settembre, quando il centro storico si riempie di stand, tavolate e il profumo di aglio e finocchio che esce dai forni a legna alimentati con alloro ed erica – dettaglio che i puristi considerano sacro quanto la ricetta stessa.
Sul fronte gastronomico il protagonista resta lui, il maiale, cucinato secondo la ricetta tramandata di padre in figlio: disossato, riempito di sale, pepe, aglio in camicia, fegato e milza a tocchetti e erbe aromatiche, poi cotto lentamente fino a raggiungere quella croccantezza che a Monte San Savino considerano quasi un diritto acquisito. Accanto, spazio ai pici, alla carne alla brace e agli gnocchi alla crema, per chi al maiale vuole affiancare qualche contorno di rispetto.
Il tutto condito da musica dal vivo, spettacoli e quell’aria da festa vera che, tra le mura rinascimentali del borgo, riesce ancora a reggere il confronto con le sagre più blasonate della zona.
Se avete assaggiato la porchetta o assistito al taglio della fetta più lunga della vostra vita, fatecelo sapere lasciando una valutazione della sagra!


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