Se cercate una scusa per ricordare cosa significhi mangiare davvero bene in Umbria, fate un salto a Fontignano. Fontignano a Tavola non è la solita fiera campionaria del cibo industriale, ma un presidio di resistenza culinaria che dura da oltre trent’anni. Qui la tradizione non è un concetto astratto da menù turistico, ma una pratica quotidiana che si concretizza in piatti che richiedono tempo, pazienza e mani esperte.
Il menù è un manifesto di sostanza: si parte forte con la ’mbrecciata fontignanese, una zuppa di legumi che sa di casa e di terra, per passare agli umbricelli fatti ancora a mano – sì, avete letto bene, niente macchine – conditi con un sugo d’oca che vi farà dimenticare la dieta per qualche ora. Se siete tipi da arrosto, l’oca e l’agnello vi aspettano, magari accompagnati da quelle cipolle fritte che sono diventate, nel tempo, un vero e proprio oggetto di culto locale.
La manifestazione si svolge nell’Area Verde del paese, trasformata per l’occasione in una pista da ballo a cielo aperto. Dimenticate i contesti asettici: qui la serata prosegue tra musica dal vivo, cocktail e birre alla spina, in quell’atmosfera conviviale che sta scomparendo ovunque ma che qui resiste eroicamente. Se avete assaggiato le specialità di Fontignano a Tavola e volete dirci se gli umbricelli erano all’altezza della fama, o se avete qualche suggerimento per migliorare l’esperienza, lasciate una valutazione della sagra!


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