A Lisciano Niccone, piccolo lembo di terra umbra incastrato al confine con la Toscana, la tradizione si misura a colpi di farina e acqua. La Sagra dei Bringoli celebra il piatto simbolo della vallata, richiamando buone forchette durante la seconda settimana di luglio e la terza settimana di luglio per un doppio appuntamento ravvicinato. I bringoli non sono per palati delicati o amanti del bon ton: si tratta di spaghettoni spessi, fatti rigorosamente a mano, impastati senza uova come voleva la vecchia cucina povera contadina della Val di Pierle. Una consistenza tenace, nata storicamente per saziare chi spaccava la schiena nei campi e oggi riproposta per la gioia di chi vuole riscoprire i sapori veraci di una volta.
Il cuore pulsante dell’evento si accende nel centro del borgo di Lisciano Niccone, dove i volontari locali servono quintali di pasta conditi con i sughi della tradizione umbro-toscana, tra cui spiccano il classico e robusto sugo di carne o la variante finta, il tutto annaffiato dal vino sincero delle colline perugine. Le serate non si limitano al solo cibo, ma si allargano alla convivialità tipica delle vecchie feste di paese, con le orchestre da ballo che fanno scricchiolare la pista e l’immancabile profumo di brace che satura l’aria della sera. Mangiare un piatto di bringoli qui significa anche fare del bene, grazie alla storica collaborazione con l’associazione Parent Project per sostenere la ricerca scientifica sulla distrofia muscolare.


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