Mentre il resto del mondo si danna l’anima dietro a sofisticate schiume molecolari e impiattamenti geometrici, a Campo ai Noci, una frazione decisamente spartana del comune di Roccastrada, si preferisce tornare alle basi della fisica e della sopravvivenza culinaria. Qui il sovrano indiscusso della tavola è rotondo, fragile ma incredibilmente versatile: stiamo parlando del guscio più famoso della storia, celebrato senza troppi fronzoli alla Sagra dell’ovo.
La manifestazione ha trovato la sua casa ideale presso gli spazi del campo sportivo Didi Fontani, trasformando per l’occasione un rettangolo di gioco in un enorme ritrovo per stomaci capienti e resistenti al colesterolo. Il menù ruota programmaticamente intorno a questa straordinaria materia prima: scordatevi le barrette dietetiche e preparatevi a declinazioni che vanno dall’immancabile e rigorosa carbonara, passando per il tocco più nobile dell’uovo col tartufo, fino ad arrivare alla semplicità disarmante e sublime del classico uovo al tegamino.
Chiaramente la cucina non si ferma qui e mette in campo una schiera di altre specialità locali, dolci fatti in casa e fiumi di vino della provincia di Grosseto per lubrificare i discorsi. L’evento, orchestrato con encomiabile dedizione dai volontari della ASD Polisportiva Roccastrada, non è solo una scusa per cenare all’aria aperta, ma rappresenta quel tipico spaccato di socialità maremmana dove la musica dal vivo e gli spettacoli serali fanno da contorno a tavolate chilometriche. Un’esperienza verace, priva di velleità gourmet ma densa di quella sostanza che si trova ormai solo nelle feste di paese più autentiche.


Valuta e segnala