Se c’è un piatto capace di raccontare la pazienza delle donne di un intero borgo della Tuscia, quello è senza dubbio il “fieno”. La Sagra dei Maccaroni Canepinesi accende le cucine a Canepina, in provincia di Viterbo, portando in tavola una specialità che sfida le leggi della fisica e della manualità. L’evento si sviluppa tra la prima settimana di luglio e la seconda settimana di luglio, strutturandosi sui due fine settimana lunghi per accogliere appassionati e curiosi in cerca di una tradizione che non ha ceduto alle lusinghe della grande distribuzione.
La storia di questo piatto, localmente chiamato anche “fieno canepinese” per la sua incredibile sottigliezza, affonda le radici nelle cucine medievali del borgo, dove le massaie tramandavano un segreto: una sfoglia all’uovo tirata così fine da diventare quasi trasparente, poi arrotolata e tagliata al coltello in filamenti millimetrici. Storicamente, era il piatto delle grandi feste e dei pranzi domenicali, un rito che richiedeva ore di lavoro per pochi minuti di cottura.
L’atmosfera della rassegna, organizzata con cura dalla Proloco di Canepina, restituisce quel clima autentico delle feste di paese dove l’identità non è un concetto da marketing territoriale, ma si misura in base alla quantità di uova fresche consumate per l’impasto. Tra le serate animate dalle orchestrine da ballo e i pranzi domenicali all’ombra dei castagni dei Monti Cimini, la manifestazione celebra un sapere gastronomico antico, confermando come un semplice impasto di acqua, farina e uova possa diventare il collante culturale di un’intera comunità rurale.


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