Se c’è un posto dove la pianura veronese sa come farsi perdonare le nebbie invernali, quel posto è Santa Maria di Zevio. Quando la fine dell’estate comincia a fischiare la fine della ricreazione, la Sagra di Santa Maria di Zevio si materializza nel parcheggio di via Orazio Andreoli come un miraggio di lucine, griglie roventi e bassi sparati a tutto volume.
Dimenticate la quiete bucolica e le meditazioni sui campi di granoturco: qui ci si dà appuntamento rigorosamente a cena, con l’aperitivo delle diciotto che funge da ignizione per serate dove la sobrietà è un optional caldamente sconsigliato. Tra una spolverata di allegria e il profumo inconfondibile della frittura, la festa anima il paese con la sfrontatezza tipica di chi non ha alcuna intenzione di lasciare che l’estate svanisca in silenzio. Se vi avventurate tra i tavoli e sopravvivete ai decibel, fateci sapere com’è andata, lasciando una valutazione della sagra!

