Se c’è un posto dove l’uva non viene solo pigiata ma letteralmente venerata come un’entità divina, quel posto è Negrar di Valpolicella. Qui la terra non scherza e quando si parla di bicchieri, la faccenda si fa maledettamente seria: ci troviamo nella culla sacra dell’Amarone e del Recioto, sui saliscendi morbidi della provincia veronese dove l’aria profuma già di mosto e le colline sembrano disegnate a mano da un vignaiolo ubriaco di poesia.
Durante la quarta settimana di settembre, la centralissima Viale Giuseppe Mazzini cala l’asso e si trasforma nel teatro a cielo aperto del Palio del Vino & dei Sapori. Organizzato con la consueta passione contadina dalla Proloco Borar Valpolicella in sinergia con il comune e le associazioni locali, l’evento chiama a raccolta chiunque abbia voglia di fare sul serio tra i banchi d’assaggio. Dimenticatevi le degustazioni impostate da sommelier coi guanti bianchi: qui la convivialità si misura a calici pieni, chiacchiere ad alto volume e gomito a gomito lungo la via principale.
Dall’ora di cena e per tutto il fine settimana, il paese intero diventa una grande cantina a cielo aperto dove le eccellenze enogastronomiche della Valpolicella si mostrano senza troppi complimenti. È la classica festa di paese dove si arriva camminando in salita e si parcheggia col freno a mano tirato, tra bottiglie di rosso che chiedono solo di essere riordinate e sapori robusti capaci di rimettere al mondo anche il visitatore più stanco.
Se avete fatto un giro tra i banchetti di Negrar assaporando i grandi rossi veronesi e vi tenete a questa festa, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione della sagra con le stelline!

