Se c’è una cosa che i vercellesi prendono sul serio, oltre alle risaie a perdita d’occhio e alle zanzare munite di codice fiscale, è la sacra arte del buon vivere. E quando si parla di celebrare i piaceri della carne e del carboidrato, la Sagra del Baccanale d’Estate ad Asigliano Vercellese si pone come un punto di riferimento inscalfibile nel panorama delle feste popolari piemontesi. L’evento prende vita tradizionalmente durante l’ultima settimana di luglio, trasformando l’Area Polifunzionale del paese in un enorme presidio di resistenza gastronomica e culturale.
A dispetto del nome, che potrebbe far pensare a un raduno di filosofi greci alticci, il “Baccanale” è una solidissima celebrazione della cucina vercellese e piemontese più verace. Il re indiscusso del tabellone è la panissa, monumento locale a base di riso, fagioli e salame della duja, affiancata da un menu alla carta che spazia dai flan con gorgonzola alla bagna cauda, fino a tocchi di audacia culinaria come lo stufato d’asino o le rane fritte. La macchina organizzativa, oliata a dovere dal Comitato Folkloristico Asiglianese, garantisce una cena senza prenotazione dove l’unica regola è presentarsi affamati e pronti a condividere la tavola.
Oltre a mettere a dura prova i sistemi digestivi dei partecipanti, la rassegna offre un programma musicale che non concede tregua, alternando storiche orchestre da ballo, serate revival nostalgiche dedicate agli anni ’80 e ’90, e persino eventi podistici locali per i più coraggiosi che cercano di smaltire il risotto prima dei fuochi d’artificio finali.
Se avete avuto l’ardire di testare la consistenza dello stufato d’asino o la cremosità di uno dei loro celebri risotti d’autore, non tenetevi tutto dentro: commentate la vostra esperienza nelle recensioni e lasciate una valutazione della sagra!


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