Se vedete un piatto, una forchetta e un coltello disegnati come se li avesse tracciati un quattrenne durante un attacco di iperattività, non vi spaventate: è la teologia da osteria di Don Pierclaudio. A Rivale, frazione tranquilla di Pianiga nella pianura veneziana, la Sagra della Madonna del Rosario dimostra che per fare comunità basta mettere la gamba sotto il tavolo, anche se la panca è di legno e scricchiola. Il messaggio è chiaro: si sta insieme e si mangia, senza troppe filosofie.
Tra le prime e le seconde settimane di ottobre, il centro del paese si trasforma in un presidio di convivialità casereccia. Qui il piatto forte è il sacro rito dello Sgranapanoce, la tradizionale sgranatura delle pannocchie che richiama il tempo in cui ci si spezzava la schiena nei campi prima di sedersi a fare festa. Altro che aperitivi con l’oliva snocciolata: tra il torneo di calcio balilla umano, dove la gente rischia le menischi per un primo piatto gratis, e l’esposizione sulla vita di San Francesco, l’atmosfera oscilla felicemente tra la devozione parrocchiale e il sacro furore della birra a fiumi.
I volontari sfornano senza sosta piattoni di risotto zucca e salsiccia, pasticcio alla bolognese e persino lo stinco arrosto con i crauti per la serata in stile tirolese. Che sia a pranzo o a cena, la parola d’ordine è sempre la stessa: fare il bis prima che finisca il vino. Se vi capita di fare un salto nella parrocchia di Rivale e uscite dallo stand con la pancia piena e la polvere sulle scarpe, lasciateci una valutazione della sagra!

