Se pensate che quattro gatti messi insieme sappiano solo miagolare sul muretto nelle sere d’autunno, vi sbagliate di grosso: a Premaor di Miane quei quattro gatti hanno tirato su una festa dove il colpo di forchetta non perdona. Tra le colline del trevigiano, dove il vino scorre con una facilità quasi preoccupante, il Comitato festeggiamenti Quèi quatro gat de Premaor mette in piedi la Sagra di San Martino, trasformando il paese in un tempio sacro della devozione al colesterolo buono e alla convivialità spicciola.
Il cuore battente della kermesse risuona sotto un tendone riscaldato a prova di primi freddi, dove le tradizioni della Marca si servono fumanti sui piatti. Il protagonista indiscusso è il leggendario figalét — la tipica salsiccia di fegato trevigiana dal sapore deciso che non ammette mezze misure — scortato da fette di polenta fumante, senza dimenticare il mitico bocón de San Martìn, le trippe e un formaggio cotto che farebbe resuscitare anche chi ha fatto voto di dieta. Tra una porzione di musét con erbe e crèn e un’ombra di rosso versata a filo, si respira quell’atmosfera verace di paese dove le risate coprono il rumore delle posate.
La festa prende vita durante la prima e la seconda settimana di novembre, offrendo l’occasione perfetta per una zingarata fuori porta tra i profumi dei campi e la calda accoglienza veneta. Niente posate d’argento o formalità da ristorante stellato: ci si siede alle panche, ci si saluta tra sconosciuti dopo il primo bicchiere e si festeggia fino a tarda sera. E se avete avuto la fortuna di sfidare le forchette e ingozzarvi col vero bocón de San Martìn alla Sagra di San Martino, fateci sapere com’è andata lasciando una valutazione con le stelline!

