Se pensate che l’autunno in terra veneta sia solo una triste transizione verso la nebbia e la malinconia, è perché non avete mai messo piede a Codevigo durante San Zaccaria in Festa, dove la patronale si trasforma in un vero e proprio raduno gastronomico e goliardico a base di spaghetti allo scoglio, frittura di pesce e baccalà alla vicentina.
Nel cuore della Saccisica, tra i campi che degradano verso la laguna e la memoria ancora viva della grande alluvione del Polesine, la comunità si stringe sotto il tendone della sagra non per recitare un compunto mea culpa, ma per celebrare il santo con il giusto baccano, tra una platea di sportivi sfegatati e tavolate infinite dove si discute animatamente rigorosamente a colpi di gnocchi al ragù d’anatra e bigoli fatti a regola d’arte.
La manifestazione si svolge tutte le sere a cena (e in alcune domeniche anche a pranzo) presso l’area parrocchiale e il centro di Codevigo, in provincia di Padova, un territorio bonificato dove la fatica dei vecchi contadini e dei butteri della bonifica ha lasciato il posto a una straordinaria resistenza culinaria fatta di fagioli in tocio, tagliata di petto d’anatra e il famigerato piatto San Zaccaria a base di radicchio, pancetta e grana.
Tra una serata di liscio, un tributo ai mitici Pooh o agli 883, e la celebre gara di intaglio delle zucche ribattezzata Zuccart, la vera regina della festa resta la cucina verace gestita da brigate di volontari instancabili, perfetti eredi di quella cultura rurale che non ha bisogno di etichette bio o di slow food per insegnare all’Italia come si mangia davvero in compagnia.
Se avete fatto la pazzia di prenotare un tavolo per otto e avete svuotato i piatti tra una barzelletta popolare dei Mori della Laguna e un brindisi con il rosso della casa, fateci sapere com’è andata, lasciando una valutazione della sagra!

