Nel bel mezzo della pianura trevigiana, a due passi dalle storiche rotte dei Cavalieri Templari e dai vecchi traffici fluviali di Mansuè, si rinnova l’appuntamento con la Sagra di San Mansueto. Una festa che dura quasi un mese intero e che fa tremare le fondamenta del paese, tra l’incenso della festa patronale e il profumo di fritto che si spande per tutto il territorio. Qui l’insegna è chiara: dimenticate la compostezza cittadina e preparatevi a sgomitare sulle panche, perché quando la Pro Loco chiama, il popolo risponde con l’appetito delle grandi occasioni.
Le serate prendono vita da metà settimana in poi, rigorosamente per l’ora di cena, quando gli impianti sportivi diventano il centro di gravità permanente della goliardia veneta. In perfetto stile padano, non troverete maître in livrea né flute di champagne. Al loro posto verrete accolti da rumorose scodelle di trippa fumante, costicine di agnello e il sacro baccalà servito con l’immancabile fetta di polenta ben abbrustolita. Chi preferisce i sapori di mare può buttarsi a capofitto sulla frittura o sulle sardee in saor, da annaffiare d’obbligo con il rosso della casa. Per la serie dei grandi classici delle sagre autentiche, la cassa fa il suo dovere tra un bicchiere di vino in più e le consuete discussioni sui numeri dei soliti scontrini.
Se la fame viene soddisfatta nei padiglioni principali, la vera tenzone si sposta nell’area del chiosco giovani. Qui, tra serate di liscio, dj set d’altri tempi e musica dal vivo, la gioventù locale si ritrova per fare mattina dopo aver tentato la fortuna alla ricca pesca di beneficenza. Che siate qui per sfidarvi ai tornei di tresette, per correre la passeggiata paesana o semplicemente per strafogarvi di polenta e formaggio cotto, Mansuè vi aspetta a braccia aperte e con le spine della birra a pieno regime.
Se avete avuto modo di provate il fritto misto di pesce e il mitico antipasto San Mansueto lasciateci una valutazione della sagra lasciando le vostre stelline!

